Cagliaritane, belle calde more sarde, con tata vogla di fare sesso e di scopare con almeno un paio di ragazzi per volta. Vieni a soddisfare queste calde porcelline stupendamente bollenti.
cagliaritane spippacazzi

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moraccione
Vi racconto come ho trascorso realmente (non è una fantasia) una serata di qualche tempo fa, con la mia ragazza; lei era proprio carina: non molto alta, capelli castano chiaro, un bel visino, occhi scuri, due tette non molto prosperose ma ben fatte, un bel culetto e una fichetta da favola; di solito io e S. scopavamo in casa mia, ma una sera fredda e piovosa di non molto tempo fa ciò non è stato possibile e così abbiamo ripiegato sul garage di mio nonno. Il rischio di essere scoperti ci eccitava entrambi da morire e decidemmo di rischiare ugualmente anche se eravamo consci del pericolo. Entrammo rapidamente senza farci notare e chiusa la serranda spensi tutte le luci lasciando accesa solo quella in fondo al locale; ci spogliammo delle giacche invernali e notai che dietro il furgoncino di mio nonno c´era uno sgabello su cui erano appoggiate un sacco di cianfrusaglie che io subito spostai altrove liberandolo da tutto. Così mi sedetti sullo sgabello e la mia S. si avvicino piazzandosi di fronte a me in tutta la sua bellezza: indossava un maglioncino di lana di cui si era già liberata insieme alla giacca, una camicetta e sotto il reggiseno, dei pantaloni che nascondevano le mutandine nere, dei collant e degli stivaletti da pioggia di pelle. Di solito io e la mia fidanzata avevamo la possibilità di scopare completamente nudi ma quella sera, un po´ per il freddo un po´ per il luogo non sicuro dovevamo arrangiarci; così le sbottonai la camicetta senza levargliela e le sollevai il reggiseno nero scoprendo il suo bel seno su cui subito mi avventai baciandolo e succhiandolo per un po´ facendo inturgidire i suoi stupendi capezzoli rosa. Lei iniziò ad ansimare ed il mio cazzo, mordicchiandole i capezzoli, si stava rizzando sempre più. Feci sedere lei sullo sgabello e mi tirai giù i calzoni ed i boxer tirandolo fuori proprio davanti alla sua bocca; lei, con le tette che spuntavano ancora dalla camicetta, lo prese senza indugi e se lo fagocitò immediatamente cominciando a succhiarlo e leccarlo avidamente facendomi un pompino da favola. Non potevo resistere molto a lungo e così la feci alzare, e le slacciai i pantaloni e glieli abbassai fino alle ginocchia e feci lo stesso con i collant e le mutandine mettendo a nudo la sua vulva e il suo bel culetto rosa; iniziai a toccarle la patata anche se non riuscii a leccargliela bene perché non poteva allargare molto le cosce per via dei vestiti; comunque la sua fica era già bagnata fradicia e così la girai e dopo qualche morsetto alle sue belle chiappe le dissi di appoggiarsi allo sgabello; cosa che lei fece, essendo vogliosa del mio cazzo, porgendomi il suo culetto; io non persi tempo e glielo infilai nella fica cominciando a stantuffarmela per benino; mentre me la scopavo, notai le sue tette che ballavano avanti e indietro fuori dalla camicetta e così gliele afferrai e aggrappandomi ad esse aumentai il ritmo. Lei tratteneva a fatica i gemiti di piacere: probabilmente avrebbe voluto urlare quando raggiunse l´orgasmo ma non poteva. Io arrivai poco dopo in un rantolo sommesso e inondai la sua vagina di tutto il mio sperma caldo. Poi lei si asciugò con un fazzoletto la figa sgocciolante di sborra mista ai suoi umori, e ci rivestimmo. Quella serata fu davvero particolare ed ancora adesso, dopo qualche anno, io e mia moglie quando scopiamo la ricordiamo ancora con fervida eccitazione.
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