AVVENTURIERO
I loro sguardi si incrociarono, mentre la donna aveva ancora la gonna leggermente alzata. Dago non sapeva cosa dire si sentiva imbarazzato. Lei con aria di sfida gli disse.....

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La appoggiò al cofano della macchina. Le alzò la gonna con una mano mentre con l’altra le accarezzava il sedere prima di scivolare ad accarezzarle il sesso. Paola istintivamente allargò le gambe. Quando senti la lingua di lui scivolare tra le sue labbra da dietro il suo corpo si riempì di brividi. Senti un flutto di piacere colarle dal sesso. La sua lingua la esplorò ovunque, dentro e fuori, nella figa e nell’ano. Era bello, dio, quanto era bello. Ma più bello ancora fu sentirlo scivolare dentro di lei. Lasciati andare. Le disse lui. Paola chiuse gli occhi. Ascolto con il corpo lui che la toccava che la penetrava e iniziò a muoverglisi incontro. Si abbandonò con la guancia contro la carrozzeria mentre lui da dietro spingeva sempre più forte. Non smettere ti prego non smettere, le sfuggi dalle labbra, mentre se le mordeva raggiungendo l’orgasmo. Dago rallentò le spinte. Scivolò fuori di lei. La sdraiò prona sul cofano e guardandola negli occhi tornò dentro di lei. Tu sei la donna che vive nelle mie storie, sapevo che oggi era un giorno speciale. E ricominciò a spingere con forza dentro di lei. Paola gli si aggrappò con le gambe alla vita, quasi per paura che sfuggisse, e con le braccia lo tirò a se. Le loro bocche si unirono in un lungo bacio di passione e Paola non riuscì a trattenere un secondo orgasmo mentre lui la riempiva con i suoi schizzi bollenti. Non smetteva di tenerlo stretto a se, non smetteva di baciarlo, sulla bocca sul viso. Non aveva mai fatto quello che aveva fatto per lui, e lui l’aveva ripagata facendola godere come non aveva mai goduto prima. Ma faceva freddo, e il suo corpo iniziò a tremare. Che ne dici di tornare in macchina? le propose lui. Paola silenziosa entrò dal suo lato, mentre dai vetri lo guardava muoversi nudo per raggiungere l’altro lato della macchina. Il suo membro non completamente moscio le stimolò ulteriori fantasie. Seduti entrambi nella macchina si guardarono leggermente imbarazzati. Paola parlò per prima. Devo confessarti una cosa Non aveva il coraggio di guardarlo in viso. Si vergognava di quello che aveva fatto. Lui continuava a restare in silenzio. Ho fatto apposta ad alzare la gonna e a provocarti. Tutto d’un fiato ebbe il coraggio di raccontargli di Lorenzo e del fatto che aveva paura che fosse sua la colpa dei suoi tradimenti.Lui non disse nulla per qualche secondo. Oltre che un abile oratore era anche un buon ascoltatore. Non aveva mai confessato a nessuno quei pensieri quello che era successo con Lorenzo ma a lui lo aveva detto. Devo confessarti anche io una cosa fu la volta di Paola di restare in silenzio - in Via Mameli ho fatto solo finta di suonare il citofono. Non so se c’era o non c’era qualcuno. Speravo di portarti a pranzo. Qualcosa di te mi aveva attratto. Adesso so cos’è! Entrambi scoppiarono a ridere. Paola scivolò tra le sue braccia cercando la sua bocca. Un bacio dolce e pieno di passione nello stesso tempo. Ma voleva sapere, doveva avere la risposta ai suoi dubbi prima che lui scomparisse nel nulla. Gli slacciò la camicia e appoggiando il viso al suo petto gli fece la fatidica domanda. Era più facile senza guardarlo in faccia. Ho bisogno di saperlo Dago! Come è stato? Sono stata brava? Lui rise. Paola sentì le lacrime riempirgli gli occhi. Questa, di solito, è una domanda che fanno i maschietti? Le rispose. Forse nemmeno tu puoi capirmi … sei come Daria… Un pianto silenzioso le bagnava il viso e scuoteva il corpo. Dago la strinse tra le braccia, accarezzandole il viso, i capelli, baciandola teneramente. Era bellissimo stare tra le sue braccia. Grata di quella dolcezza gli baciò il petto. Si asciugo le lacrime con una mano e quando la lascio ricadere finì sopra il suo membro. Lo sentì sussultare. Contemporaneamente sentì una vocina dentro di lei che la istigava. Lasciò che le sue dita lo accarezzassero. Come per incanto cominciò subito a cambiare forma. Allora lo prese nella mano iniziando a muoverla lentamente. Avvicinò la sua bocca all’orecchio Prendimi, ti prego prendimi ancora, prendimi come ti piace di più! Reclinando i due sedili la piccola auto diventò la loro alcova. I due corpi si avvinghiarono in un sessantanove feroce. Le loro bocche, le loro lingue, lavoravano alla ricerca del massimo piacere dell’altro. Ogni volta che la lingua di Dago raggiungeva l’ano, Paola pensava quasi terrorizzata ‘Oddio … fa che non abbia in mente quello… ‘ ma ogni volta che lui tornava li lei lo sentiva sempre più piacevole. Dago appoggiando le mani sulle sue natiche la spinse verso il suo membro. Portami dentro di te! Paola punto i piedi sui sedili alzandosi sopra il cazzo lucido della sua saliva e lo impugno. Senti le dita di lui che le aprivano le labbra. La vista dei due sessi vicini le provocò un fiotto di piacere le cui gocce caddero sulla cappella. Lo puntò e si lascio cadere con forza. Gemettero all’unisono. Aggrappata al volante per aiutarsi si muoveva su e giù seguendo i ritmi del proprio piacere quasi dimentica di lui. Ogni tanto rallentava per riprendere le forze, poi ricominciava a spingere facendo sbattere il proprio sedere contro il pube di Dago. Le mani di lui correvano lungo il suo corpo, ogni tanto le sentiva sui suoi fianchi che tentavano di guidarla. Poi quando era oramai pronta a godere le senti che la fermarono. Lo senti scivolare fuori di lei e fermarsi proprio dove lei temeva. Stava cercando qualcosa da dire quando senti il glande iniziare a deflorarla. Gli sfuggi un gemito di dolore. Rilassati … è sempre così la prima volta. Lo senti uscire e quando rientrò il dolore era minore, e iniziò a sentire il piacere. Quando finalmente fu tutto dentro di lei e inizio a muoversi il piacere era di nuovo alle stelle. Accarezzati … non perderti parte del piacere! Nell’oblio del godimento eseguiva i suoi ordini. Incomincia a sgrillettarsi mentre si lasciava guidare dalle sue mani su e giù con sempre maggiore forza. Fu un attimo per lei raggiungere l’orgasmo sotto questi nuovi stimoli.
Lui la sfilò e le prese il viso tra le mani. Devi imparare a gustarti tutti i piaceri del sesso e le spinse il viso verso il suo membro. Paola si sentiva quasi sdoppiata. Il suo corpo che godeva come non mai, e la sua mente, o meglio una parte della sua mente, che la giudicava come una troia. Con Lorenzo non avrebbe mai permesso certe cose. Con Lorenzo non aveva mai provato tanto piacere e tanta voglia di fare sesso. Intanto il cazzo di Dago era nella sua bocca, le sue mani sulla testa che la guidavano le aumentava il piacere, soprattutto quando glielo faceva ingoiare tutto e la teneva ferma cosi per qualche istante. Sentiva la sua figa che colava ancora di piacere. Un altro orgasmo no … pensò. Si accorse che anche lui stava per godere, la sua cappella pulsava. Fece per toglierselo di bocca come sempre ma lui la bloccò proprio mentre stava per venire. Il primo schizzo le riempì la bocca, poi le venne sul viso. Proprio come una troia. Pensò la parte dissociata della sua mente sempre più lontana, ma il piacere era tale che lasciò scivolare la propria mano tra le gambe mentre aveva ricominciato a succhiarlo alla ricerca delle ultime gocce di quel nettare prelibato. Dago si accorse di quello che si stava facendo e raggiunse la sua figa per leccargliela. Paola allargò le sue gambe per concedergli tutto il suo orgasmo senza abbandonare con la bocca il suo membro.

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